
Perché lo stress si accumula nel corpo (e come iniziare a scioglierlo oggi)
Lo stress non è solo un fatto mentale: si deposita nei muscoli, nella respirazione, nella postura, nel sonno.
Il corpo ha svariati modi di segnalarci un sovraccarico da stress e, a dirla tutta, parte quasi sempre con segnali “flebili”. Segnali che spesso ignoriamo, finché non diventano disagi più evidenti.
Pensa a quei dolori alla cervicale che ti portano in lacrime dal fisioterapista. Prima erano solo piccole tensioni al collo o alle spalle, sopportabili, quindi trascurabili… si fa per dire.
E prima ancora? Erano posture inconsapevoli: spalle chiuse, corpo accasciato o, al contrario, rigido e contratto. Risposte automatiche a emozioni, preoccupazioni, carichi quotidiani.
Potremmo continuare all’infinito tracciando a ritroso molti dei disagi che oggi viviamo, come:
tachicardia
insonnia o ipersonnia
gastrite e disturbi digestivi
cefalee
stati ansiosi o umore depresso
sovrappeso o sottopeso
basse difese immunitarie
stati infiammatori
Quelli che oggi chiamiamo “sintomi” sono spesso il culmine di tanti piccoli segnali ignorati. Segnali che ci stavano comunicando stanchezza, bisogno di rallentare, bisogno di attenzione e di riconnessione con noi stessi.
Perché ignorare questi segnali aumenta la tensione
Mente e corpo provano costantemente a parlarci. Quando però non li ascoltiamo, cambiano strategia.
Passano da segnali gentili a messaggi più forti, più invasivi. Una sorta di “strategia d’urto” per fermarci e farci cambiare direzione.
Il problema è che, a mali estremi, corrispondono rimedi estremi… e quella battuta d’arresto difficilmente è piacevole. Spesso viene vissuta come un nemico, quando in realtà è un tentativo – piuttosto goffo e antipatico – di salvarci.
Se senti di appartenere alla categoria delle persone esposte a stress e hai il sospetto di aver sottovalutato qualche segnale, puoi iniziare con una piccola intenzione: rallenta.
Una piccola pratica: 3 Respiri di Presenza
Quando senti la testa affollata di pensieri o una tensione nel corpo, fermati un attimo.
Riconosci quello stato, senza giudicarlo, e fai tre respiri lenti e consapevoli.
Inspira ed espira più lentamente del solito, sentendo fisicamente il passaggio dell’aria che entra ed esce dal corpo.
Non devi “fare bene” nulla. Solo esserci, per tre respiri.
A volte, è sufficiente così.
