Lo psicologo per coltivare il positivo!

21 Marzo 2019

La Psicologia Positiva è un ramo della Psicologia che porta la sua attenzione alle emozioni positive.

Si lavora per aumentare vissuti piacevoli, per migliorare l’umore, per imparare ad apprezzare quelle piccole cose che la vita ci offre e che spesso passano inosservate ai nostri occhi.

 

Il percorso psicologico infatti, può anche centrarsi sulla coltivazione degli ingredienti che rendono più positiva la vita. Il focus del lavoro non deve essere sempre o soltanto quello di portare l’attenzione a ciò che non va, eliminando o riducendo un problema o un sintomo. E’ possibile andare dallo psicologo anche per imparare a notare cosa va bene o cosa potrebbe andare meglio, cosa ci fortifica a prescindere da, o nonostante, avvenimenti/sfide che ci troviamo ad affrontare!

 

Con la Psicologia Positiva si stimola la persona a notare ed interpretare situazioni e vissuti, attingendo a nuove prospettive e stili di pensiero.

 

Un esempio per spiegare meglio di cosa sto parlando.

 

Partiamo dalla domanda:  “vedi il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?”.

 

 

 

La risposta che si da a questa domanda viene da tutti comunemente associata al prevalere di un punto di vista ottimista (bicchiere mezzo pieno) versus pessimista (bicchiere mezzo vuoto).

Ora!

Se guardiamo ai fatti, entrambe le risposte sono corrette!

Ciò che fa la differenza è l’effetto di queste risposte!

Se ho sete, e bevo un bicchiere mezzo pieno di acqua, trarrò il massimo da ciò che è disponibile. Noterò la freschezza dell’acqua, sentirò le mucose che si inumidiscono e traggono sollievo dell’acqua che ingoio. Penserò alla fortuna che ho avuto ad imbattermi in quel po’ di acqua.

Se ho sete, e bevo un bicchiere mezzo vuoto è invece molto probabile che la mia attenzione resti focalizzata su questo elemento.  Prevarrà dunque un senso di deprivazione piuttosto che di soddisfazione. Per cui, penserò a quanto sono sfortunato ad imbattermi in una quantità così misera di acqua. Finirò per bere concentrandomi su quanta sete ho e sul fatto che l’acqua è poca. Di conseguenza, avvertirò un senso di calore e secchezza nella bocca e nella gola. E’ molto probabile che non noterò alcun sollievo nel bere.

Immagino che, dopo questo esempio, molti preferirebbero vedere il bicchiere mezzo pieno!

 

 

Ecco! Con la psicologia positiva, non si cerca di ignorare il problema o forzare l’ottimismo. La realtà resta quella, ma le chiavi di lettura divengono più ampie, si impara a contemplare anche una prospettiva positiva, giungendo poi ad una scelta non generata da automatismi che rischiano di divenire deleteri, dannosi, svalutanti per la persona.

 

Si reinterpreta il quotidiano, si apre la mente e soprattutto si impara ad agire attivamente sulla propria positività!

Non aspetto che una cosa bella mi capiti, agisco per espormi volontariamente ad esperienze piacevoli!

 

Il bello è che, per imparare a guardare la realtà che viviamo attraverso una lente positiva, dobbiamo fare pratica nel quotidiano…e generando situazioni positive non facciamo che esporci a pratiche piacevoli 😊

 

Dott.ssa Luisa Attracta Orlando